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Efficienza allocativa

Efficienza allocativa

Condizioni più favorevoli significa dunque offrire ai risparmiatori e agli utilizzatori finali delle risorse finanziarie, gli incentivi più forti non solo perché sia massimizzato il volume delle risorse disponibili, ma anche perché si attivino forme e circuiti di trasferimento che rendano finanziabili investimenti con redditività attesa più alta, dato un certo livello di rischio. La realizzazione di questo risultato rientra nel concetto di efficienza allocativa.

Si tratta di attività di natura finanziaria strettamente connesse ai processi tipici dell’economia reale: scambi commerciali, investimenti, produzione; in tal modo questi processi possono svilupparsi in una dimensione più ampia e con un livello di efficienza superiore rispetto all’ipotesi di assenza di attività finanziaria.

Anche in questo caso, la funzione di trasferimento delle risorse del sistema finanziario si innesta in una condizione di “diversità” di posizione dei soggetti dell’economia:
– i risparmiatori e i detentori di ricchezza: dispongono al presente di “potere di acquisto” in eccesso (rispetto al fabbisogno per spese di investimento e di consumo) e sono disposti a scambiarlo con “potere di acquisto” futuro, a patto che i termini contrattuali siano adeguati e che ne derivi un vantaggio economico (rendimento) senza sopportare rischi troppo alti.
– altri soggetti si trovano in una posizione opposta: hanno un deficit di “potere di acquisto”, che possono risolvere utilizzando risorse altrui, procurate attraverso contratti di finanziamento. L’incentivo a utilizzare “risorse esterne” deriva dall’opportunità di fare investimenti reali di ammontare superiore all’autofinanziamento disponibile o dal desiderio di anticipare consumi rispetto all’attuale capacità di spesa. Se il reddito atteso dagli investimenti (o l’utilità dei consumi) sarà adeguato, questi soggetti saranno disposti a pagare il costo delle risorse (e quindi il rendimento per i risparmiatori).

Le “diversità di posizione giustificano quindi un “utile” processo di trasferimento delle risorse all’interno del sistema economico. Tale trasferimento richiede un certo gradi di finanziarizzazione dell’economia ovvero che sia possibile incorporare il reddito non consumato e la ricchezza accumulata in appositi contratti che rappresentino:
– per il creditore, una forma di investimento finanziario;
– per il debitore, un modo per raccogliere risorse finanziarie aggiuntive rispetto alle proprie autonome capacità di risparmio.




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